Mappa

 

“questa è la frequenza ricombinatoria della tua ansia, del tuo disprezzo. La seguiremo.”

Qui di seguito la parola che ho scelto,MAPPA,  per il libro “Le parole sono importanti ” a cura di Carlotta Susca e Andrea Corona

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“Mappa”
Sei un uomo piccolo, uno come tanti. Guarda. Qui è dove ti trovi adesso. Ti vedi appena, sei questo puntino, questo qui. Seguimi. Ti condurrò lì dove ingrandirai. Sono un editto, una successione di geni del pensiero associata a una meta, una successione di segni, a decretare che le cose possono avere un inizio e una fine, a partire da te. Vedi? Questa è la rappresentazione schematica dei tuoi dinieghi. Osserva. La linea tratteggiata mostra la risultante esatta dei tuoi possedimenti etici. Segui la freccia. Attento a dove metti i piedi. Il terreno è sconnesso. In questo punto qualcosa è franato. Questo tratto indica che la base su cui ti muovi è sommersa dall’acqua. Al momento opportuno dovrai nuotare per attraversarla, dovrai liberarti di ogni peso superfluo. Io so il momento, io lo decido. Te lo comunicherò. A un certo punto, quando saremo arrivati laggiù, troverai uno strapiombo. Dovrai saltare. Fallo. Alcune cose ti sfuggono, per il momento. Alcune entrate, al momento, ti sono precluse. Io sono la chiave. Ora procediamo. Stai attento. Passeremo da questa parte. Compiremo una serie di passaggi. Qui è dove processeremo le tue paure, dove ti libererai delle tue indecisioni. Le mie unità corrispondono ai battiti riformulati della tua indignazione, questa è la frequenza ricombinatoria della tua ansia, del tuo disprezzo. La seguiremo. Ora, in questo punto, è dove si incontrano le azioni svolte, quelle disertate. Qui avrà luogo lo scontro. Qui dove ti ho condotto: ingrandirai. Ingrandirai. Ingrandirai a dismisura fino a perdere la concezione di quello che eri. Ingrandirai fino a restare solo. Ingrandirai fino a occupare interamente il disegno. Oscurerai ogni cosa con la tua presenza. Ingrandirai fino ad uscire dal quadro. Allora sarai cancellato. Sono una mappa, tuttavia non conduco a nessun tesoro. Sono in tuo possesso. Un drappo gettato nell’arena, che tu hai raccolto. Credi di avermi trovato per caso? Non è così. Ti sei persuaso, a un certo punto, di avermi generata in piena libertà. Ne sono compiaciuta. Non ti sono costata nulla. Non hai lottato per avermi, ti sono capitata tra le mani. Questo dovrebbe metterti sulla buona strada. Se non accade vuol dire che ho fatto bene il mio lavoro. Dovresti farmi a pezzi. Continui ad agitarmi in faccia agli altri. Ora sono la tua fede. Mi stai seguendo. Te la farò pagare.

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